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Lupi Italiani Magazine

14/01/2010
Rommel la volpe del deserto


ERWIN ROMMEL: STORIA DI UN UOMO, STORIA DI UN SOLDATO.

Buongiorno ragazzi,  con grande piacere che mi unisco agli altri giornalisti del LIM in questo grande progetto e personalmente vorrei portare un pò di storia e di storia militare all’interno del clan.

Oggi vi voglio parlare di un grande personaggio storico, di un grande uomo, di uno dei più  grandi generali della storia moderna: Erwin Rommel; questi oltre a possedere straordinarie capacità  strategico-militari, fu una delle poche personalità del terzo reich che ebbe il coraggio di manifestare apertamente il dissenso contro le assurdità e la brutalità di molte delle manifestazioni del nazismo e pagò la sua coraggiosa presa di posizione con la vita.
Nato a Heidendheim sul Danubio nel 1891, dimostra fin da subito una grande passione per le armi che lo portano a frequentare la prestigiosa scuola militare di Danzica. Partecipa alla Prima Guerra Mondiale combattendo sul fronte francese e qui con il battesimo del fuoco riporta anche le prime ferite. Nel 1915 gli viene conferita la croce di ferro di prima classe, viene promosso al grado di capitano ed in seguito ad una valorosa azione militare sul fronte italiano, riceve la medaglia “Pour la Merit”.
La guerra lo rivela quello che il suo biografo, Desmond Young, definirà "un perfetto animale da combattimento, freddo, instancabile, inflessibile, rapido nelle decisioni, incredibilmente valoroso".
Nel 1918, terminata la guerra, Rommel prosegue la carriera militare fino a che agli arbori della Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, ricopre il grado di generale.
Gli viene affidato il comando della settima divisione corazzata del XV corpo, che costituisce la colonna di punta dell'esercito tedesco nelle operazioni sul fronte occidentale.
La settima divisione combatte sulla Mosa, ad Arras, a Lilla, sulla Somme, ed è la prima a raggiungere la Manica; Rommel riesce subito a far suo il concetto di “Blitzkrieg” (guerra lampo) riuscendo ad impiegare i suoi mezzi corazzati con una velocità e mobilità mai vista prima.
Durante una licenza nel Febbraio del 1940, Adolf Hitler in persona lo convoca al suo QG per affidargli il comando di due divisioni corazzate in procinto di imbarcarsi per il nord-africa al fine di accorrere in soccorso delle truppe italiane del generale Graziani, incalzate dalle truppe inglesi: nasce cosi il leggendario Afrikakorps.
Appena sbarcato in Libia, Rommel grazie a nuove strategie rivoluzionarie ed ai suoi ingegnosi piani, riesce a raccogliere numerose vittorie ed a ribaltare la situazione sul fronte africano a favore dell'Asse (per questo si meritò il soprannome di "volpe del deserto"); durante questa campagna viene promosso al grado di feldmaresciallo; Rommel è inarrestabile: vittoria dopo vittoria infligge gravi perdite agli inglesi; lo stesso Churchill ne loda in pubblico le grandi capacità strategico-militari; a fronteggiarlo si succedono i migliori generali britannici: Wavell, Auchinleck, Cunningham, Ritchie e infine Montgomery, colui che riuscirà a piegarlo.
Anche il suo genio tattico, infatti, è alla fine sconfitto dalla superiorità di uomini e mezzi del generale Montgomery nella lunga e terribile battaglia di El Alamein (ottobre 1942), che sancì la definitiva perdita dell'Africa del Nord per le forze dell'Asse Roma-Berlino.
Rientrato in patria gli viene affidato il comando del gruppo di armate B di stanza in Normandia ma nonostante ciò  il feldmaresciallo incomincia ad intuire la tragica piega che la guerra sta prendendo per la sua amata Germania; ingiustamente ritenuto complice nell’attentato al fuhrer orchestrato da Claus Von Stauffenberg, fu indagato dalla Gestapo ed in seguito costretto al suicidio, il 14 ottobre 1944. La sua morte fu ufficialmente attribuita a cause naturali e per via della sua grandissima popolarità lo stesso fuhrer gli concesse una sepoltura ufficiale con tutti gli onori militari e un grandioso funerale di stato.

Ufficiale testardo e audace, trattava con disprezzo le élites militari che preferivano starsene lontano dalla prima linea ma era allo stesso tempo umano e comprensivo verso i suoi sottoposti e per questo amatissimo dalle sue truppe. Alla "Volpe del deserto" erano infatti riconosciute lealtà e cavalleria nei confronti degli avversari e della popolazioni civile: i suoi Afrika Korps non furono mai accusati di crimini di guerra, e Rommel non obbedì agli ordini di fucilare i soldati nemici catturati o i prigionieri di origine ebraica.
Sempre in prima linea con il suo panzer o in volo di ricognizione sopra le linee nemiche, Rommel non si sottraeva mai dallo sporcarsi l’uniforme con le sue truppe e anche per questo si guadagnò, pur da nemico, un alto grado di rispetto anche da parte di eminenti personalità  tra gli Alleati, come il suo rivale Montgomery, George Patton e perfino Winston Churchill. ERWIN ROMMEL, la volpe del deserto.

Milan6lamiavita alias Francesco Perrini
Produzione riservata per il L.I.M.

 



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