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Lupi Italiani Magazine

23/01/2010
Secondo numero rubrica


GLAMOROUS INDIE ROCK'N'ROLL


#2



Se si potessero resuscitare i morti per 6,50 euro....




Inizio a pensare che fra il sottotitolo e l'articolo possa starci bene uno stacchetto musicale, e se magari la redazione mi fornisse un paio di veline, letterine o magari rubrichine io non potrei fare null'altro che accettare di buon grado mal celando lo zelo che permanerebbe ogni fibra del mio essere. Aulico.



Buon giorno (o pomeriggio, o notte) e bentornati da queste parti dal vostro Giando di fiducia, col primo numero abbiamo rotto il ghiaccio ed oggi mi va di parlare di successo editoriale: mi aspettavo un numero pari a ZERO contatti dopo la prima uscita ed invece ce n'è stato uno, e finché la matematica non è un'opinione uno è diverso da zero, abbiamo superato le aspettative, quindi nel nostro piccolo possiamo pienamente parlare di successo. E per sottolineare la storicità di questo primo passo comunico personalmente che il sig. Macaone riceverà direttamente a domicilio una targa ricordo creata personalmente dal sottoscritto. A mano. Con tanto amore.



Rileggendo velocemente l'articolo #1 ho scovato un paio di punti che ben si sposano con l'aria di auto celebrazione che stasera inspiro, e non credo di sbagliare nel definirmi profetico, ed il perché di questo termine ve lo chiarisco rendendovi partecipi dei cavoli privati del vostro redattore preferito (perché so di esserlo...IO LO SO): voi manipolo di fratelli certamente ricorderete il preambolo circa le esperienze che si fanno durante la vita, e circa quel paio di Nike ordinate sul sito a tarda ora...beh: sono arrivate, ed anche se per qualche congiunzione astrale non le ho ricevute con un numero diverso da quello richiesto certamente qualche pezzo ce l'hanno mancato, ossia delle strisce bianche ad altezza caviglia. Poco male, sono belline lo stesso, non trascendentali ma sanno il fatto loro, punto uno. Punto due: avevo previsto una recensione, giusto per mettere del fuoco alle polveri, ma sono le ore 1.30, dell'ultimo giorno della settimana che ho a disposizione per consegnare lo scritto...queste parole non vi ricordano nulla? Permettetemi la bassezza: paraculamento perfettamente riuscito, colposo, giuro di non averlo fatto apposta, ma sono pur sempre riuscito a non impelagarmi in uno scritto come la recensione che ritengo di grande responsabilità e molto importante per questa rubrica.



Diciamo che stavolta saremo poco Rock'N'Roll ma molto Glamorous, ed è proprio a questo che il sottotitolo fa riferimento: a volte nell'armadio ognuno di noi ha capi di abbigliamento fatti di un tessuto carino, però resi visivamente scialbi da una linea o vestibilità che rovina la “qualità” del prodotto, lasciandoli cadere nell'oblio di quegli abiti che non indossiamo più e di cui puntualmente in un modo o l'altro ci disfaciamo. Li facciamo morire. Li mandiamo al cimitero. Ce ne priviamo forse un attimino prima del dovuto.



Victor Frankestein tessè il suo mostro con pezzi di altri cadaveri, sotto un certo punto di vista era un sarto, e penso proprio da questa Shellyniana metafora possiamo trarre il filo conduttore di quello che vorrei esporvi: indipendentemente da come vestite, provate a farvi una passata da un sarto, oppure se avete un minimo di abilità provate voi stessi a personalizzare o dare un tocco diverso a questi capi in bilico sul baratro: prima di dichiarare l'ora del decesso tentate il possibile per non perderli, anche per un discorso meramente economico, non ho scritto 6,50€ a caso, ma perché a quella cifra ho riesumato dal mio armadio dei jeans comprati un paio di anni fa molto larghi e mai indossati facendoli diventare degli amatissimi skinny grazie alla mia sarta di fiducia, c'è un po' di Victor in tutte quelle persone che sanno destreggiarsi con ago e filo.



Potrà sembrare bizzarro posto sotto questo punto di vista ma io penso sempre che gli abiti abbiano una propria dignità, indipendentemente dal prezzo che vengono pagati (o meglio: quello che valgono) secondo me devono essere rispettati in quanto a volte possono aiutare anche a livello psicologico una persona, facendola sentire a proprio agio o al contrario a disagio quando non si indossa ciò che si preferisce, una “revitalizzazione” restituirà loro dignità e farà respirare le vostre tasche.



Sono molto interessato di sapere voi cosa ne pensate a riguardo, stavolta vi ho esposto una cosa in cui credo abbastanza marcatamente e sarei davvero felice se vorreste interagire, magari facendo un passettino avanti rispetto al #1, io spero nonostante l'aver stravolto i piani di avervi offerto qualche attimo di piacevole riflessione, sarei felicissimo di sentire la vostra.



Il prossimo numero penso proprio sarà più Rock'N'Roll di questo, anche perché ultimamente ho ascoltato delle cose carine che penso possa farvi piacere sentirne parlare. Questo è quanto. Alla prossima dal vostro amatissimo (tranquilli, non c'è bisogno di imbarazzarvi nel dimostrarmelo) Giando.

Bye bye!



...who wants to live forever?


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